Knockout – Resa Dei Conti

Knockout – Resa Dei Conti
Knockout – Resa Dei Conti

Gina Carano, tenete a mente questo nome perché è da ieri sera che sono tutto scombussolato, dopo aver visto Knockout (in originale Haywire) di quel geniaccio alternativo di Steven Soderbergh. Il regista americano è un cervellone maledetto, non sbaglia un film, ed ogni volta che vedo la sua nuova produzione mi pare più bella di quella precedente, che regolarmente mi aveva esaltato oltremisura. Credo proprio che nel mio personale gotha dei cineasti deluxe, accanto ai vari Spielberg, Kubrick, De Martino, etc., debba aggiungere anche il malefico nerd pelato occhialuto. Knockout è un film bel-lis-si-mo, ma acquista ancora più significato e peso specifico una volta che si scopre chi è Gina Carano ed in che modo lei ha influenzato il film ed il film ha "inglobato" la Carano.

Andiamo per ordine, la trama: il governo americano si serve di un'organizzazione privata per svolgere qualche compitino di intelligence, di quelli un po' sporchi magari. Mercenari che fanno cose, vedono genete...sparano e picchiano duro. A capo di questi c'è Kenneth (Ewan McGregor), la manovalanza è composta da ragazzotti bombati e molto svegli, capitanati da Mallory Kane (Gina Carano), per altro ex di Kenneth. Di ritorno dal salvataggio di un ostaggio, alla cellula di Mallory viene immediatamente assegnata da Kenneth una nuova ennesima missione. Tutto sembra procedere come da copione, quando qualcosa gira storto, tentano di accoppare Mallory; è tradimento, la ragazza è caduta in una specie di trappola, e nel tentativo di uscirne scopre continuamente nuovi elementi e dettagli che le fanno capire che il marcio è proprio vicino a lei, Kenneth l'ha venduta, per soldi, e adesso Mallory deve fuggire e riscattarsi, assetata di vendetta come solo una guerriera disposta a tutto può essere.

Soderbergh concepisce una bella storia di spionaggio vecchio stile, asciutta e tesa, dove il non detto prevale su ciò che sappiamo e vediamo, e le zone d'ombre sono atte a creare nello spettatore quel senso di minaccia, inconsapevolezza e smarrimento che lo fanno sentire dentro la storia ma preda degli eventi, proprio come Mallory, che passo dopo passo capisce di essere una pedina e reagisce impostando il proprio gioco. Regia splendida, fatta di inquadrature sempre originali, fotografia dai colori molto elaborati (basta guardare il backstage e vedere come erano in realtà le luci della scena durante il girato, prima dell'editing), sceneggiatura brillantissima. Il comparto attori è altrettanto eccezionale, grandi nomi in piccoli ruoli (vedi Michael Douglas e Antonio Banderas), e poi McGregor che per una volta fa il villain viscido e avido, Michael Fassbender ambiguo e glaciale come al solito, Bill Paxton che interpreta il padre della Carano, Mathieu Kassowitz, riccone intrallazzone, e la incredibile Gina Carano, donna tutta azione, la Stevan Segal della situazione.

Fin qui tutto regolare, bravi attori. Ma chi è veramente Gina Carano? Oggi possiamo definirla a tutti gli effetti un'attrice, ma la signora proviene dalle arti marziali e segnatamente dal Muay Thai: avete presente quelle gabbie dentro le quali si chiudono i lottatori che si pestano a mani nude e ginocchiate finché uno è verticale e l'altro orizzontale e coperto di sangue? Praticamente la parte vera dei film di Van Damme. Gina Carano, italoamericana di quarta generazione, è stata la prima donna ad essere invitata al famoso campionato MMA che si tiene in Nevada, vincendo il primo incontro in 38 secondi; durante il suo periodo di attività agonistica era considerata tra le prime dieci al mondo. Soderbergh l'ha vista in tv mentre combatteva e ha deciso seduta stante che sarebbe stata la protagonista del suo nuovo film. Le ha quindi costruito una storia intorno, et voilà: Knockout è arrivato (stavolta con un titolo italiano molto felice, allusivo dei talenti di Miss Carano). Esattamente come Soderbergh, anche io mi sono innamorato di Gina in un nanosecondo, vederla è uno spettacolo, sia quando combatte, sia quando è in abito da sera; bellissima, magnetica, impenetrabile, letale. Le scene d'azione di Knockout sono una meraviglia, coreografate superbamente e interpretate da Gina e dai suoi comprimari in modo talmente realistico da dubitare che si tratti solo di finzione scenica. L'istruttore sul set è stato un tizio con un passato nel Mossad, fate un po' voi... Unica nota stonata del film, il doppiaggio italiano, anonimo, che sommato all'impostazione anti hollywoodiana di Soderbergh, spiazza un po' perché rende la visione eccessivamente "underground" rispetto al valore di Soderbergh (alternativo si, amatoriale no).

Trailer ufficiale

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