Sette Scialli Di Seta Gialla

Sette Scialli Di Seta Gialla
Sette Scialli Di Seta Gialla

Sette Scialli Di Seta Gialla è un'impressionante patchwork di citazioni, rimandi, omaggi e deja vu. Già il titolo echeggia vistosamente i primi gialli argentiani, solo che anziché darsi alla zoomorfia qui si predilige la seta gialla. Come ne Il Gatto A Nove Code il protagonista, che indaga sugli omicidi, è cieco (Karl Malden vs Anthony Steffen), e come ne L'Uccello Dalle Piume Di Cristallo c'è un marito che tenta di proteggere la moglie che non ha tutti i venerdì a posto. Lo spunto iniziale del film pare provenga da 23 Paces To Baker Street di Henry Hathaway (dico pare perché io non l'ho visto). C'è la scena dell'omicidio nella doccia di Margot (Shirley Corrigan) che riproduce platealmente quella di Psycho, anche se abbonda in dettagli splatter gore (c'è proprio un seno squarciato di netto, modello Un Chien Andalou di Buñuel). Steffen compone musica per film horror, e il film al quale sta lavorando è Una Lucertola Con La Pelle Di Donna di Fulci (e, pure in questo caso, la scena che vediamo anticipa per analogia l'omicidio a colpi di rasoio di Margot). Tutta l'ambientazione nell'atelier di moda, con le ragazze seccate una dopo l'altra e i manichini inquietanti fa pensare a Mario Bava e al suo Sei Donne Per L'Assassino. L'ultimo fotogramma del film, l'omicida che frantuma un vetro della finestra per gettarsi fuori, e il fermo immagine che cristallizza il climax di tensione (pure quello magari di ispirazione argentiana, vedasi Profondo Rosso) verrà poi ripreso pari pari dai Vanzina in Sotto Il Vestito Niente, e comunque di per sé ha illustri altri esempi (Le Evase, Camping Del Terrore, Orgasmo Nero, Roma Violenta), vabbè, "illustri" nel cinema di genere.

Pastore mette su una bella pietanza con tutti questi ingredienti presi in giro da vari chef. Il giallo è tipicamente all'italiana, e del resto con spunti derivanti da Argento e Bava non poteva essere altrimenti. Originale l'ambientazione a Copenhagen -vera, il film è stato proprio girato lì - ed anche lo stratagemma degli scialli di seta (ovvero: perché riceverne uno equivale ad una promessa di morte certa). Steffen è magistrale nel ruolo del cieco, molto credibile, fascinoso e ricco di personalità. Shirley Corrigan è bellissima, anche se purtroppo fa la fine peggiore. Poi abbiamo niente-po-po-di-meno che Sylva Koscina (e a proposito di po-po, lo vediamo durante l'immancabile doccia saponata), in un ruolo tutt'altro che secondario. Algida e un po' snob (con un'acconciatura che ne acuisce l'altezzosità) fa un certo effetto quando Pastore ce la mostra pesantemente segnata dagli "effetti speciali". Affidabile come sempre il roccioso Giacomo Rossi Stuart, con quella sua faccia da James Bond mancato. Trama un po' complicata, e non priva di incongruenze e/o ingenuità, ma comunque scorrevole per via della tensione con la quale Pastore la condisce, e si nota anche un certo compiacimento estetico nella regia, si vedano le scene allo studio del fotografo, la già citata doccia splatter della Corrigan, i colori e le scenografie sciccose e lounge. Musiche di Manuel De Sica. Una critica letta online mi pare molto brillante, la riporto senza avere purtroppo la più pallida idea di quale sia la fonte, però condivido: "La caccia alla smagliatura nel copione dei thriller all’italiana è uno sport in fin dei conti un po’ sterile: il giallo tricolore è questione di look, e da questo punto di vista il film di Pastore tutto sommato tiene botta, specie nella parte finale, dal rendez-vous nel cantiere in avanti. Certo non tutto fila liscio. Bravo Steffen (ma molto merito va a Sergio Graziani che lo doppia), improponibile la pettinatura di Rossi Stuart. Non male, dopotutto."

Trailer ufficiale

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